LIVE
7-Zip nel 2026: perché è ancora il miglior programma per archiviare file Excel per ufficio: la guida per principianti dal foglio bianco all’autonomia TSMC sub-1nm: la roadmap verso il nodo A10 e i chip del 2030 WhatsApp Plus: prezzo, funzioni e come attivare l’abbonamento 2026 Come leggere un file Excel con Python e openpyxl NAMCO: la storia dei giochi che hanno rubato le monetine e il cuore a una generazione Guida Notepad++ Python requests: guida completa alle API REST con esempi 7-Zip nel 2026: perché è ancora il miglior programma per archiviare file Excel per ufficio: la guida per principianti dal foglio bianco all’autonomia TSMC sub-1nm: la roadmap verso il nodo A10 e i chip del 2030 WhatsApp Plus: prezzo, funzioni e come attivare l’abbonamento 2026 Come leggere un file Excel con Python e openpyxl NAMCO: la storia dei giochi che hanno rubato le monetine e il cuore a una generazione Guida Notepad++ Python requests: guida completa alle API REST con esempi
Homehardware › RISC-V nel 2026: dove siamo arrivati…
hardware

RISC-V nel 2026: dove siamo arrivati davvero

Chip RISC-V SiFive su wafer di silicio, luce blu
Pubblicità
Pubblicità

Nel 2019 RISC-V era un progetto universitario con qualche sponsor industriale entusiasta. Nel 2026 è dentro microcontrollori da dieci centesimi, acceleratori AI nei data center di Alibaba e nei piani strategici di decine di governi che vogliono uscire dalla dipendenza da ARM e x86. La transizione è iniziata ma è molto più selettiva di quanto i comunicati stampa lascino intendere.

Cosa è cambiato dal 2023 ad oggi

Tre anni fa il dibattito su RISC-V ruotava attorno a una domanda sola: riuscirà mai a competere con ARM su performance single-thread? Era la domanda sbagliata. RISC-V non ha mai puntato a battere Cortex-X5 sul gaming mobile. Ha puntato ai mercati dove ARM non può permettersi di arrivare  non per limiti tecnici, ma per limiti di licenza.

Il punto di svolta concreto è arrivato con la proliferazione dei core RISC-V nei SoC di fascia alta come co-processori dedicati. Inserire un core RISC-V per gestire sensori, sicurezza o alimentazione costa meno di una licenza Cortex-M aggiuntiva e offre flessibilità totale sulle estensioni personalizzate. Nel 2026 si stima che oltre il 40% dei SoC mobili prodotti in Asia contenga almeno un core RISC-V, anche se spesso invisibile all’utente finale.

Il mercato che RISC-V ha già vinto

Microcontrollori ed embedded: qui la partita è chiusa. WCH, GigaDevice, Espressif e decine di produttori cinesi offrono MCU RISC-V a prezzi che ARM non può avvicinare con il modello di licenza tradizionale. Il CH32V003  un MCU RISC-V a 32 bit con 16KB di flash  si compra a meno di 0,10€ in quantità industriali.

Il secondo segmento conquistato sono gli acceleratori AI custom. L’estensione vettoriale V e le estensioni personalizzate per operazioni matriciali rendono RISC-V molto attraente per chi deve costruire NPU dedicate senza pagare royalty su ogni chip. Alibaba T-Head, SiFive e Ventana Micro hanno dimostrato che è possibile costruire core ad alte prestazioni per inferenza AI partendo da RISC-V.

Dove ARM tiene ancora il campo

Server general-purpose, laptop e smartphone premium: qui RISC-V è ancora fuori dalla conversazione pratica. Non per mancanza di progetti, ma per mancanza di ecosistema software maturo. Il vantaggio di ARM su questo fronte non è l’ISA: è l’enorme quantità di codice ottimizzato, di toolchain mature, di driver GPU testati su miliardi di device.

Un dato che chiarisce la situazione: compilare un’applicazione C++ per RISC-V con le stesse ottimizzazioni disponibili per ARMv9 richiede ancora lavoro manuale non banale. GCC e LLVM supportano RISC-V, ma le ottimizzazioni architetturali profonde che Arm ha accumulato in trent’anni non si replicano in tre anni di sviluppo comunitario accelerato, per quanto ben finanziato.

Il fattore geopolitico che nessuno vuole nominare

Le restrizioni all’export USA sui semiconduttori avanzati hanno avuto un effetto collaterale che nel 2026 è impossibile ignorare: hanno trasformato RISC-V da scelta tecnica a scelta strategica per la Cina. Senza accesso garantito alle licenze ARM per core high-performance, investire in RISC-V è diventato una questione di sovranità tecnologica.

Alibaba, Huawei tramite HiSilicon, e un numero crescente di fabless cinesi hanno roadmap RISC-V per i prossimi cinque anni che non dipendono da alcun accordo di licenza con aziende occidentali. Questo crea un mercato parallelo che potrebbe raggiungere dimensioni critiche indipendentemente dall’adozione in Europa e Nord America.

Cosa aspettarsi nel biennio 2026–2028

Il fronte più interessante da monitorare è l’adozione nei data center iperscalari. Google, Amazon e Meta hanno già team interni che sperimentano RISC-V per workload specifici  non per sostituire ARM o x86, ma per costruire acceleratori custom dove il controllo completo dell’ISA è un vantaggio competitivo.

La narrativa ‘RISC-V contro ARM’ è quella sbagliata. Quella giusta è: RISC-V sta costruendo un ecosistema parallelo nei segmenti dove ARM non ha mai avuto interesse a scendere di prezzo. Tra cinque anni, la vera rivoluzione non sarà avvenuta nei laptop o negli smartphone  ma nell’invisibile oceano di microcontrollori, sensori e acceleratori dedicati che fanno girare il mondo fisico connesso.

“RISC-V non batterà ARM nei prossimi cinque anni sui mercati premium. Lo batterà nei mercati dove il costo della licenza è un ostacolo  e quei mercati rappresentano miliardi di device.”

 Linley Gwennap, The Linley Group

Aggiornamenti in arrivo: questo articolo verrà aggiornato quando emergeranno sviluppi significativi nel settore. Aggiungi TuttoalQuadrato² ai preferiti per restare aggiornato.

Fonti e riferimenti

• RISC-V International  State of RISC-V 2025 Annual Report

• SemiAnalysis  RISC-V Adoption Tracker Q1 2026

• The Linley Group  Microprocessor Report, 2025

• CHIPS Act Implementation Progress Report  U.S. Department of Commerce, 2025

Domande frequenti

D1. RISC-V è già usato in prodotti commerciali?

Sì. Nel 2026 RISC-V è nei microcontrollori di WCH, GigaDevice ed Espressif, nei co-processori di SoC MediaTek e Qualcomm, e negli acceleratori AI custom di Alibaba T-Head. Il formato più comune è il microcontrollore embedded, spesso invisibile all’utente finale.

D2. RISC-V batterà ARM nei prossimi anni?

Non nell’ambito smartphone e laptop premium: ARM ha un vantaggio di ecosistema software trentennale impossibile da colmare rapidamente. RISC-V sta costruendo leadership nei segmenti cost-sensitive (MCU embedded, acceleratori AI) e nei mercati dove le licenze proprietarie sono un ostacolo politico oltre che economico.

D3. Cosa significa che RISC-V è open source?

L’ISA (Instruction Set Architecture) di RISC-V è pubblicata sotto licenza open source da RISC-V International. Chiunque può implementare un processore RISC-V senza pagare royalty. I singoli chip restano proprietari  è l’architettura di istruzioni a essere aperta, non il silicio.

D4. Posso programmare per RISC-V con strumenti standard?

Sì. GCC e LLVM supportano RISC-V, così come Rust, Go e la maggior parte dei linguaggi moderni. Il supporto nel kernel Linux è maturo per target server e embedded. Le ottimizzazioni architetturali profonde sono ancora meno sviluppate rispetto ad ARM, ma per la maggior parte degli use case i compilatori esistenti sono più che sufficienti.

D5. RISC-V è rilevante per la cybersecurity?

La natura open source di RISC-V è un vantaggio per la sicurezza hardware: il codice dell’ISA è ispezionabile pubblicamente, riducendo il rischio di backdoor architetturali non documentate. Per applicazioni critiche in ambito difesa e PA, la trasparenza dell’architettura è un requisito sempre più esplicito.

SCRITTO DA Nicodemo Bonofiglio
Ingegnere Informatico con oltre 20 anni di esperienza in ambito ERP, banking e PA. Analista funzionale, appassionato di AI e sviluppo web. Fondatore di TuttoAlQuadrato guide IT pratiche in italiano.
← Java: classi e oggetti – Guida alla… Wi-Fi lento: 10 soluzioni pratiche per velocizzarlo… →

Lascia un commento