Il quantum computing nel 2026 ha smesso di essere fantascienza. IBM e Google hanno trasformato in pochi anni questa tecnologia da promessa teorica a strumento computazionale concreto, con processori che superano i supercomputer classici su benchmark specifici e roadmap dichiarate verso la prima dimostrazione di quantum advantage verificato entro la fine del 2026. Per la prima volta nella storia, due giganti del tech hanno fissato date precise per traguardi che fino a 5 anni fa sembravano fantasia.
Cos’è il quantum computing e perché funziona diversamente
Un computer classico elabora informazioni tramite bit, che possono assumere valore 0 oppure 1. Un computer quantistico usa invece i qubit quantum bit che sfruttano due principi fondamentali della meccanica quantistica per operare su un numero esponenzialmente maggiore di stati in parallelo.
Il primo principio è la sovrapposizione: un qubit può rappresentare contemporaneamente 0 e 1, fino al momento della misurazione. Il secondo è l’entanglement: due o più qubit possono essere correlati in modo tale che lo stato di uno determini istantaneamente quello dell’altro, anche a distanza arbitraria.

Importante: questo non significa che un computer quantistico sia “più veloce” in senso generico. È più preciso dire che è radicalmente superiore per classi specifiche di problemi: ottimizzazione combinatoria, simulazione molecolare, crittografia e machine learning su dataset complessi. Per la maggior parte dei calcoli quotidiani aprire un browser, montare un video, giocare un computer classico resta più adatto.
Per comprendere la portata della differenza: il chip Willow di Google ha completato un calcolo benchmark in meno di 5 minuti, un’operazione che avrebbe richiesto al supercomputer classico più potente al mondo circa 10 settilioni di anni un numero che supera di gran lunga l’età stessa dell’universo, stimata in 13,8 miliardi di anni.
Il problema storico del quantum computing è la fragilità dei qubit. Qualsiasi perturbazione esterna variazioni di temperatura di pochi millikelvin, vibrazioni meccaniche minime, interferenze elettromagnetiche introduce errori nei calcoli. Risolvere questo problema è stato il grande ostacolo degli ultimi 30 anni, e proprio qui si gioca oggi la competizione tra IBM e Google.
Il chip Willow di Google: la svolta nella correzione degli errori
Google ha annunciato il chip Willow a dicembre 2024 in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Nature, segnando quello che oggi è considerato il più importante traguardo nel quantum error correction della storia recente. Per capire perché è una svolta vera, serve capire cosa correggevano male i sistemi precedenti.
Nei sistemi quantistici tradizionali, aggiungere più qubit per correggere gli errori paradossalmente ne introduceva di nuovi: ogni qubit aggiuntivo era una fonte potenziale di rumore. Si era in un circolo vizioso che sembrava impossibile da spezzare. Willow lo spezza dimostrando per la prima volta che aggiungere qubit riduce esponenzialmente gli errori invece di aumentarli la condizione necessaria per costruire computer quantistici scalabili.
Tecnicamente, Google utilizza il surface code codice di superficie che raggruppa più qubit fisici in un singolo qubit logico più stabile e affidabile. Un qubit logico composto da 105 qubit fisici sopprime gli errori in modo significativamente più efficace rispetto a uno composto da 72 qubit. Questa progressione è la prova sperimentale che la scalabilità è possibile.
Nell’ottobre 2025, Google ha compiuto un ulteriore passo avanti: usando Willow ha eseguito il primo algoritmo con quantum advantage verificabile e ripetibile su hardware reale, battendo un supercomputer classico di un fattore 13.000 su un compito specifico. Collaborando con l’Università della California Berkeley, Willow è stato anche applicato allo studio di due molecole reali con risultati in linea con i metodi tradizionali aprendo concretamente la strada all’uso nel drug discovery e nella scienza dei materiali. Google stima che applicazioni utili su larga scala potrebbero essere disponibili entro cinque anni.
IBM Nighthawk e Qiskit: la strada verso il quantum advantage nel 2026
IBM ha costruito la propria strategia attorno a un ecosistema integrato di hardware e software, con la piattaforma Qiskit come colonna portante. A novembre 2025 ha annunciato il processore Nighthawk, il più avanzato della propria storia, e ha pubblicamente impegnato l’azienda a raggiungere il quantum advantage verificato entro fine 2026 la prima volta che un grande player del settore fissa una data precisa per questo obiettivo.
Nighthawk è un processore da 120 qubit collegati da 218 coupler sintonizzabili in una struttura a griglia quadrata, capace di eseguire circuiti con il 30% di complessità in più rispetto alla generazione precedente. La roadmap 2026 prevede di arrivare a configurazioni multi-modulo da fino a 360 qubit totali tre moduli Nighthawk da 120 qubit ciascuno capaci di eseguire circuiti con 7.500 gate a due qubit. IBM punta inoltre a un computer fault-tolerant tollerante ai guasti entro il 2029.
IBM adotta un approccio alla correzione degli errori diverso da Google: invece del surface code, usa il low-density parity-check code, in sigla LDPC code. Questo metodo è ritenuto più efficiente perché ogni qubit logico richiede un numero inferiore di qubit fisici per ottenere tassi di soppressione degli errori comparabili. Tradotto: a parità di affidabilità, un sistema LDPC scala con meno hardware. Questa scelta potrebbe rivelarsi determinante nella scalabilità futura dei sistemi quantistici industriali.
La roadmap quantum 2025-2030: cosa ci aspetta anno per anno
Per visualizzare meglio le scadenze dichiarate dai due colossi, ecco la timeline consolidata dei prossimi cinque anni:
Qiskit: il software che abilita il quantum enterprise
Sul fronte software, Qiskit è diventato lo standard de facto per lo sviluppo quantistico. Conta oggi circa 500.000 sviluppatori attivi nel mondo e una community open source vivace. I progressi recenti includono dynamic circuits con accuratezza aumentata del 24% su processori con oltre 100 qubit, una C-API per il controllo granulare dei processi che permette di integrare il quantum computing nei workflow HPC aziendali, e una riduzione di oltre 100 volte del costo computazionale nella mitigazione degli errori grazie all’accelerazione HPC.
Il Qiskit Functions Catalog include algoritmi pronti all’uso come il Tensor Error Network Mitigation di Algorithmiq per circuiti a scala industriale. Entro il 2027 Qiskit sarà esteso con librerie specializzate in machine learning quantistico, ottimizzazione combinatoria, simulazioni hamiltoniane e risoluzione di equazioni differenziali.
In pratica Qiskit sta evolvendo da semplice SDK a piattaforma di orchestrazione tra risorse quantistiche e classiche, permettendo agli sviluppatori di costruire workflow ibridi senza dover padroneggiare la fisica quantistica di basso livello. Come ha dichiarato Jay Gambetta, VP di IBM Quantum: i progressi nell’hardware e in Qiskit consentono di creare nuovi algoritmi in cui risorse di supercomputing quantistico e classico si combinano sfruttando i rispettivi punti di forza.
IBM vs Google: due approcci a confronto
La tabella sintetizza le differenze strategiche tra i due principali player del quantum computing oggi sul mercato:
| Aspetto | IBM | |
| Processore attuale | Nighthawk (120 qubit) | Willow (105 qubit fisici per qubit logico) |
| Correzione errori | LDPC code (più efficiente in qubit fisici) | Surface code (più consolidato) |
| Obiettivo 2026 | Quantum advantage verificato | Applicazioni utili entro 5 anni |
| Software | Qiskit (open-source, SDK completo) | Cirq + infrastruttura proprietaria |
| Accesso enterprise | IBM Quantum Platform (cloud, aperto) | Accesso a ricercatori selezionati (es. UK) |
| Focus applicativo | Chimica, ottimizzazione, ML, finanza | Drug discovery, scienza dei materiali |
Le strategie sono complementari più che alternative. IBM punta a un ecosistema enterprise aperto e accessibile via cloud sin da oggi, mentre Google si concentra sulla ricerca pura e su pochi partner accademici selezionati. Sul medio termine, vincerà chi riuscirà prima a tradurre il quantum advantage tecnico in valore di business misurabile.

I settori pronti per l’adozione quantum enterprise
Cinque settori sono in prima linea per l’adozione del quantum computing nel breve-medio termine. Non tutti vedranno benefici contemporaneamente, ma in tutti c’è già attività concreta:
- Farmaceutica e biotech: simulazione molecolare per la scoperta di nuovi farmaci e la comprensione di proteine complesse. Willow ha già dimostrato risultati allineati ai metodi classici su due molecole reali. La ricerca sui nuovi antibiotici, antivirali e farmaci oncologici beneficerà direttamente.
- Finanza: ottimizzazione di portafogli con migliaia di asset, pricing di derivati complessi, rilevamento di frodi su dataset massivi. JPMorgan, Goldman Sachs e altre big bank hanno già team dedicati al quantum computing in produzione pilota.
- Energia e clima: simulazione di materiali per batterie di nuova generazione, superconduttori a temperatura più alta, celle fotovoltaiche più efficienti. La transizione energetica accelera grazie a quantum computing per la ricerca materiali.
- Logistica e supply chain: ottimizzazione combinatoria su problemi NP-hard come routing veicoli, scheduling produzione, pianificazione spedizioni globali. Problemi che algoritmi classici non risolvono in modo ottimale a scala reale.
- Crittografia e cybersecurity: i sistemi quantistici renderanno obsolete le crittografie asimmetriche attuali (RSA, ECC) entro fine decennio. La transizione alla post-quantum cryptography è già obbligatoria per agenzie federali USA dal 2024 e diventerà standard globale entro il 2030.
Quantum-Centric Supercomputing: la nuova architettura ibrida
Il paradigma che sta emergendo non è quello di un computer quantistico che sostituisce quello classico, ma di un’architettura ibrida e integrata. IBM lo chiama Quantum-Centric Supercomputing: i processori quantistici collaborano con infrastrutture HPC classiche, ognuno gestendo le parti del problema in cui eccelle.
In un workflow tipico, un algoritmo classico sul supercomputer prepara i dati, identifica la porzione di calcolo dove un approccio quantistico offre vantaggio, invia il sub-problema al processore quantistico tramite API, riceve indietro il risultato e lo integra nel calcolo complessivo. Tutto questo orchestrato da framework come Qiskit Runtime, che gestisce in modo trasparente la comunicazione tra le due infrastrutture.
I framework open source come Qiskit permettono a sviluppatori e scienziati di accedere a queste capacità tramite strumenti già conosciuti Python, Jupyter Notebook, REST API abbassando drasticamente la barriera all’adozione. Non serve un PhD in fisica quantistica per iniziare a sperimentare.
Questo cambio di paradigma è fondamentale per le aziende che vogliono prepararsi: non si tratta di aspettare il computer quantistico perfetto, ma di integrare già oggi componenti quantistiche nei workflow esistenti, costruendo competenze interne su piattaforme come Qiskit e sperimentando su casi d’uso specifici. Chi inizia ora avrà un vantaggio competitivo significativo quando il quantum advantage diventerà routinario e, stando alle promesse di IBM e Google, quel momento è atteso entro la fine di questo decennio.
Domande frequenti sul quantum computing
Conclusione: il quantum computing è qui, anche se non lo vedi
Per decenni il quantum computing è stato la promessa che restava sempre 10 anni nel futuro. Nel 2026 quella promessa ha finalmente date precise. IBM punta al quantum advantage verificato entro dicembre. Google sta dimostrando che l’error correction scalabile funziona. Qiskit conta mezzo milione di sviluppatori attivi. Le big bank, le case farmaceutiche e i centri di ricerca stanno già integrando workload quantistici nei loro workflow.
Per chi lavora in ambito tech, decision-maker IT o sviluppatore con curiosità verso le tecnologie emergenti, il momento per iniziare a familiarizzare con il quantum computing è ora non quando sarà mainstream. La curva di apprendimento è ripida, ma chi parte oggi avrà 3-5 anni di vantaggio competitivo quando le applicazioni enterprise diventeranno standard.
Il quantum computing nel 2026 non è più fantascienza. È una tecnologia reale, con hardware reale, software reale, e roadmap reali. Imparare a conviverci è una scelta strategica che vale la pena fare adesso.
Aggiornamenti in arrivo: questo articolo verrà aggiornato quando IBM o Google annunceranno il primo quantum advantage verificato (probabilmente nei prossimi 6-9 mesi), e quando emergeranno nuovi player credibili nel settore (Rigetti, IonQ, PsiQuantum, Microsoft Azure Quantum). Aggiungi TuttoalQuadrato ai preferiti per restare aggiornato.
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