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RustDesk: guida completa al desktop remoto open source (e come farlo girare in self hosting)

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Se lavori nell’IT, in assistenza tecnica o in amministrazione di sistema, prima o poi ti scontri con lo stesso problema: TeamViewer e AnyDesk sono comodi, ma costano, e i dati passano sempre sui server di qualcun altro. RustDesk nasce proprio per risolvere questo compromesso: è open source, gratuito nella sua versione base e puoi farlo girare interamente sulla tua infrastruttura.

Risposta rapida: RustDesk è un software di accesso remoto open source, alternativa gratuita a TeamViewer e AnyDesk. Si scarica da rustdesk.com o da GitHub, non richiede registrazione per un uso base e permette, tramite self hosting del server, di mantenere l’intero traffico dentro la tua rete.

Cos’è RustDesk

RustDesk è un software di accesso e controllo remoto multipiattaforma (Windows, macOS, Linux, Android, iOS), pensato come alternativa diretta a TeamViewer, AnyDesk e Splashtop. Le differenze principali rispetto a questi strumenti sono tre:

  • Open source: il codice del client e del server è pubblico su GitHub, con oltre 113.000 stelle e una community molto attiva
  • Self hosting nativo: puoi usare il server pubblico gratuito di RustDesk oppure installare il tuo, mantenendo ID, credenziali e traffico dentro la tua rete
  • Nessuna registrazione obbligatoria: per un utilizzo base basta scaricare il client; la connessione avviene tramite un ID generato automaticamente e una password (temporanea o permanente)

Per chi si occupa di analisi funzionale o gestione IT, il vantaggio pratico è poter offrire assistenza remota a clienti o colleghi senza far transitare screen sharing e file su un servizio SaaS terzo. Un punto non banale quando sono coinvolti dati sensibili o requisiti di compliance.

Come installare il client, passo per passo

Il client si scarica dalla pagina ufficiale delle release su GitHub o dal sito rustdesk.com, con pacchetti per tutti i principali sistemi operativi:

  1. Vai su rustdesk.com o sulla pagina release di GitHub e scarica il pacchetto per il tuo sistema operativo
  2. Windows: esegui il file .exe, non serve alcuna configurazione per un utilizzo estemporaneo
  3. macOS: installa il pacchetto .dmg e concedi i permessi di accessibilità e registrazione schermo richiesti dal sistema
  4. Linux: installa il pacchetto .deb/.rpm oppure usa Flatpak/AppImage a seconda della distribuzione
  5. Android/iOS: scarica l’app dallo store ufficiale, utile per controllare o rendere controllabile un dispositivo mobile

Al primo avvio, RustDesk mostra subito un ID univoco e una password monouso generata automaticamente: questi due dati bastano per ricevere una connessione, senza bisogno di creare un account.

Connessione rapida tra due dispositivi

Per una sessione di assistenza estemporanea, il flusso è semplice:

  1. Avvia RustDesk su entrambe le macchine (quella che riceve assistenza e quella da cui si opera)
  2. Sul dispositivo da controllare, leggi l’ID mostrato nel riquadro “Questo computer” e comunicalo (telefono, chat) a chi deve connettersi
  3. Sul dispositivo che effettua il controllo, inserisci quell’ID nel campo “Controllo desktop remoto” e clicca “Connetti”
  4. Inserisci la password monouso comunicata dall’altra parte per stabilire la connessione

Trattandosi di un controllo pressoché totale del dispositivo remoto, vale la stessa regola d’oro valida per qualunque tool di questo tipo: comunica ID e password solo a persone di cui ti fidi, e se non ti serve l’accesso permanente, evita di attivarlo.

Accesso non presidiato: la password permanente

Per la manutenzione ricorrente, su server, PC di clienti o macchine di collaboratori remoti, la password monouso non basta: serve un accesso che funzioni anche senza nessuno davanti allo schermo del dispositivo remoto. RustDesk lo gestisce con una password permanente:

  1. Apri il menu impostazioni (icona a tre righe in alto a destra)
  2. Vai su “Servizio” e avvia il servizio RustDesk, così parte automaticamente all’accensione del PC
  3. Nelle impostazioni di sicurezza, sblocca le opzioni (serve un account amministratore) e imposta una password fissa al posto di quella casuale

Su Windows, il servizio è visibile in services.msc come “RustDesk Service” e può essere disinstallato in qualunque momento da Pannello di controllo, disattivando ogni possibilità di connessione remota successiva.

Server self hosted: perché conviene e come installarlo

Il server pubblico gratuito di RustDesk va benissimo per un uso occasionale, ma se gestisci più dispositivi o lavori in un contesto con requisiti di sicurezza o compliance, l’opzione più solida è il self hosting del server rendezvous/relay (hbbs/hbbr). L’installazione via Docker è pensata per essere rapida:

# 1. Installa Docker
bash <(wget -qO- https://get.docker.com)

# 2. Scarica il file compose (versione OSS o Pro)
wget rustdesk.com/oss.yml -O compose.yml

# 3. Avvia i servizi
docker compose up -d

Al termine avrai due processi attivi: hbbs (rendezvous server, gestisce ID e handshake) e hbbr (relay server, instrada il traffico quando la connessione diretta non è possibile). Su Linux, se installati da pacchetto nativo, sono esposti come servizi systemd. La chiave crittografica generata all’installazione andrà inserita nella configurazione del client per puntare al tuo server invece che a quello pubblico.

Su ogni client, oltre 90 opzioni di configurazione permettono di personalizzare comportamento, branding (nome, icona, logo del client) e policy di sicurezza. Utile se distribuisci un client “brandizzato” a un team o a dei clienti.

RustDesk vs TeamViewer vs AnyDesk

CaratteristicaRustDeskTeamViewerAnyDesk
LicenzaOpen source (AGPL-3.0)ProprietariaProprietaria
Self hostingSì, nativoSolo piani enterpriseNo
Costo uso baseGratuitoA pagamento per uso commercialeA pagamento per uso commerciale
Registrazione richiestaNoSìSì
Personalizzazione clientAmpia (branding, 90+ opzioni)LimitataLimitata

Sicurezza: qualche accorgimento pratico

  • Aggiorna sempre alla versione più recente: sul client sono state segnalate vulnerabilità di autenticazione nelle versioni meno recenti (fino alla 1.4.5), quindi tenere client e server aggiornati non è un dettaglio opzionale
  • Attiva il 2FA dove disponibile, come ulteriore livello oltre alla password permanente
  • Abilita la registrazione delle sessioni (nelle impostazioni generali, sezione “Registrazione”) se ti serve un log di ogni connessione in entrata, utile anche in ottica di audit
  • Evita l’avvio come superutente e disabilita l’accesso non presidiato sulle macchine dove non è strettamente necessario

Domande frequenti

RustDesk è davvero gratuito?
Sì, il client e il server OSS sono gratuiti e open source. Esiste anche una versione Pro a pagamento con funzionalità aggiuntive per uso aziendale.

Serve un account per usarlo?
No, per una connessione base bastano ID e password generati automaticamente all’avvio del programma. L’account diventa utile solo se vuoi gestire più dispositivi da un’unica console.

RustDesk è sicuro quanto TeamViewer?
Le connessioni sono crittografate, ma trattandosi di uno strumento di controllo remoto totale, la sicurezza dipende molto da come lo configuri: password permanenti robuste, 2FA e aggiornamenti costanti sono essenziali.

Posso usarlo su smartphone?
Sì, l’app è disponibile su Android e iOS, sia per controllare un altro dispositivo sia per rendere il telefono stesso controllabile da remoto.

Conclusione

RustDesk non è semplicemente un TeamViewer gratuito: è uno strumento che, grazie al self hosting, permette di riportare sotto il proprio controllo un aspetto, l’accesso remoto, che spesso viene delegato senza troppe domande a piattaforme SaaS di terzi. Per chi si occupa di analisi funzionale o gestione di progetti IT, vale la pena considerarlo non solo come tool operativo, ma anche come caso di studio quando si valutano soluzioni “build vs buy” per i propri clienti.

SCRITTO DA Nicodemo Bonofiglio
Ingegnere Informatico con oltre 20 anni di esperienza in ambito ERP, banking e PA. Analista funzionale, appassionato di AI e sviluppo web. Fondatore di TuttoAlQuadrato guide IT pratiche in italiano.
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